Introduzione al posizionamento sui motori Il ranking sui motori di ricerca è un elemento essenziale del marketing online e il metro del successo di un progetto commerciale o personale.

Perchè il posizionamento sui motori di ricerca è importante Innanzitutto: l'alta propensione all'azione (acquisto, sottoscrizione ad un servizio, suggerimento agli amici) dovuta alla fiducia che gli utenti ripongono nei risultati proposti dagli algoritmi, sempre più sofisticati, dei motori; il traffico di alta qualità della cosiddetta long tail -ovvero chiavi da 5 o più termini- e l'imbattibile rapporto costi-benefici sul medio, breve e lungo periodo. Posizionarsi nei risultati organici di Google è uno step fondamentale in una strategia di marketing online.

Nel 2018, dopo anni di perfezionamenti e upgrade degli algoritmi dei motori di ricerca principali (Google in primis) un progetto di posizionamento e visibilità è il frutto di diverse competenze sia prettamente tecniche che teoriche: aggiornarsi attraverso fonti ufficiali e confrontarsi quotidianamente con altri esperti del settore, scambiando esperienze e metodologie di lavoro è essenziale al fine di mettere al servizio del cliente i migliori strumenti per condurre al successo il suo progetto.

Pur senza voler banalizzare o semplificare troppo la questione, potremmo suddividere il ranking sui motori di ricerca in quattro processi di intervento e analisi:

  1. Ottimizzazione dei contenuti, del codice e della corretta tematizzazione;
  2. Segnali di forza e autorevolezza del brand o del dominio;
  3. Performance tecniche del sito, dalla velocità alla compatibilità con device mobili;
  4. User behaviour e Metriche comportamentali del traffico.

Se sei interessato a migliorare il posizionamento del tuo sito su Google e raggiungere la posizione numero 1, continua a leggere la nostra guida al posizionamento o richiedi un’analisi gratuita dalla pagina dei contatti.

I 4 step fondamentali: ottimizzazione performance, miglioramento dell'autorità e trustness del dominio, misurazione e ottimizzazione user-experience, ottimizzazione codice e contenuti

Ottimizzazione performance:  ovvero tutte le attività finalizzate a migliorare le performance. Dalla riduzione della velocità di accesso e caricamento, alla compatibilità multi-piattaforma, dall’assenza di errori di codice e sviluppo che potrebbero impedire una corretta indicizzazione ad una corretta strutturazione delle redirezioni.

Miglioramento authority e trustness: una maggiore autorevolezza del proprio dominio, così come percepita dai motori, consente più frequenti passaggi dei bot, una migliore e più ampia visibilità nei risultati, un progressivo aumento di referral dai motori. Una maggiore presenza tra i risultati si traduce nella maggior parte dei casi in una maggiore affidabilità percepita dagli utenti, con conseguente aumento di conversioni e traffico di ritorno.

Misurazione e ottimizzazione user experience: migliorare l’esperienza utente, a partire dall’usabilità del sito, e misurarla nel tempo è fondamentale non solo al fine di tracciare e migliorare conversioni ma negli ultimi anni si è consolidata come fattore fondamentale del posizionamento su Google. Con Android, Chrome e Analytics Google è in grado di misurare i comportamenti degli utenti e di valutare la qualità dei risultati, specie in relazione al search intent : un sito che “trattiene” l’utente, che soddisfa le intenzioni sottintese nella sua ricerca, che invoglia i visitatori a ritornare spontaneamente presso le sue pagine è un sito che sarà premiato da una maggiore visibilità sui motori di ricerca.

Ottimizzazione del codice e dei contenuti: altrimenti detta, la “SEO Classica”, che agisce su codice delle pagine che compongono il sito, sulla loro interconnessione, sulla navigazione e sulla pertinenza dei contenuti. Se la corretta ottimizzazione, a partire dai metadati per finire sui link interni passando per l’analisi dei testi, non è più considerato l’unico processo atto a posizionare una risorsa, ne rimane comunque quello più importante, senza il quale qualsiasi altra strategia è destinata a fallire o uscirne estremamente indebolita.

 

Come controllare autonomamente le performance di velocità del sito

Il processo di velocizzazione di download e accesso alle proprie pagine web è estremamente complesso, e richiede competenze di programmazione e amministrazione di server. Tuttavia, un controllo diagnostico del proprio sito è possibile farlo da soli usando uno dei tanti strumenti gratuiti che internet mette a disposizione. La velocità di caricamento di un sito web è non è importante per avere buoni posizionamenti in SERP (è un cosiddetto “Fattore Negativo del Posizionamento”), bensì per non vedere drasticamente diminuita la visibilità del proprio sito. Per questo motivo la velocità di accesso e scaricamento dei contenuti è la prima cosa da verificare.

Ecco alcuni tools gratuiti che permettono di controllare la velocità e le performance in generale di un sito web:

Trucchi per velocizzare il sito Cinque suggerimenti per aumentare le performance di velocità del proprio sito senza dover stravolgere completamente estetica e scripting.

  1. Ridimensionare e comprimere le immagini prima di caricarle. Se utilizzi un sistema di gestione dei contenuti (CMS) come WordPress o Joomla è possibile usare dei plugin appositamente pensati, altrimenti bisogna necessariamente usare un software di foto ritocco come Fireworks o Photoshop. Generalmente, utilizzando file JPEG, è possibile mantenere un’ottima qualità anche comprimendo al 70/75% l’immagine;
  2. Rimuovere i plugin non necessari. L’enorme numero di plug-in e script che sono scaricabili gratuitamente spinge spesso i proprietari di siti ad aggiungerne più di quelli di cui hanno veramente bisogno. Ogni plug-in chiede risorse, e ogni risorsa in più che il server deve elaborare aggiunge tempo al download-time;
  3. Utilizzare i CDN. I Content Delivery Networks, o CDN, sono vaste reti di server ospitati in tutto il mondo. Non usare un CDN potrebbe comportare un rallentamento della velocità del sito, specialmente se i visitatori si trovano lontano dalla posizione centrale del server, il che si traduce in una cattiva user experience. Inoltre, se si sta utilizzando un server di piccole dimensioni, è possibile che si sovraccarichi e causi il blocco del sito. I CDN risolvono entrambi questi problemi;
  4. Abilita la memorizzazione nella cache del browser. Il caching è una tecnologia che consente al browser di un utente di memorizzare copie delle singole pagine in modo che, quando egli ritornerà in futuro, il contenuto possa essere richiamato dalla cache anziché ricaricare l’intera pagina. Ciò consente di risparmiare il numero di risorse utilizzate per la visualizzazione del sito e avere tempi di caricamento più rapidi;
  5. Attivare la compressione Gzip. Si tratta di una tecnologia che riduce al minimo le dimensioni delle risposte HTTP, a volte fino al 70%.

Miglioramento e consolidamento authority e trustness del dominio: dalla link bulding alle co-citazioni La quantità e la qualità dei link in ingresso, che sono metri di misurazione dell'importanza di un documento web, rappresentano ancora oggi elementi importanti del posizionamento: tecnica, competenza e networking con altri webmaster sono il requisito essenziale richiesto ad un team SEO che si proponga di pianificare e aumentare la link building di un sito internet.

I backlink (link che puntano verso pagine del sito da altri siti) possono essere diretti verso l’HOME Page, ovvero la prima pagina di ingresso del sito, oppure verso pagine interne. Se è vero che, statisticamente, la pagina web che riceve il maggior numero di link è proprio la home, questo assunto viene spesso disatteso in svariate tipologie di sito; molti blog o magazine, ad esempio, è più facile ricevano un gran numero di link o menzioni verso articoli o contenuti specifici piuttosto che alla home.

Per tale motivo, prima di pianificare una link building o una campagna di aumento della medesima, è fondamentale analizzare: la tipologia di sito che si vuole spingere, le finalità del sito che si vuole spingere, la link building attuale, ricavando una % tra link verso la home e deep link (ovvero link che puntano verso pagine interne).

Non esiste una proporzione universale da rispettare, ma tenendo a mente tutti gli elementi prima indicati è possibile con buona approssimazione delineare una prima strategia iniziale.

Perché è importante un equilibrio tra link verso la home e deep link?

I collegamenti ipertestuali verso la homepage hanno una duplice funzione:

  1. consentono di migliorare lo score di qualità generale del dominio e di trasmettere la propria potenza alle altre pagine attraverso la navigazione interna;
  2. fungono da “bilanciamento” per eventuali azioni di link building mirate al posizionamento delle pagine interne.

Mai come nell’era Post-Penguin, la parola d’ordine quando si pianifica una link buiding è Equilibrio:

  • evitare di acquisire troppi link che presentano la stessa anchor-text;
  • i link che come anchor-text utilizzano il brand, o variazioni dello stesso, hanno assunto una maggiore importanza rispetto al passato;
  • a fare da ulteriore controbilanciamento, le menzioni stanno crescendo in importanza (ne parliamo a fine articolo).

Come ottenere link di qualità

  1. Guest Blogging. Benché Google abbia messo in guardia da questa pratica, più per via degli abusi che si sono fatti che per reali motivi di sospetto spam, ancora oggi ha valenza se fatta con criterio. Se si fornisce qualità, valore aggiunto, contenuto unico all’utente, non c’è motore al mondo che possa penalizzare o svalutare i link di un guest post;
  2. Pubbliche relazioni. Curare le pubbliche relazioni nel proprio mercato di riferimento significa avere migliori opportunità di ottenere backlink di qualità;
  3. Trovare link rotti. Nel corso degli anni capita che i domini scadono e se essi erano linkati da altri domini, tale link non sarà più valido. Trovare link rotti consiste nel ricercare link che non sono più validi, individuare i contenuti a cui essi si riferiscono ed offrire al sito linkante la possibilità di puntare a qualche nuovo contenuto valido: il proprio;
  4. Pubblicare contenuti di qualità. Solitamente la pubblicazione di contenuti di qualità permette, in determinati settori, di ottenere backlink da fonti autorevoli, che possono linkare il nostro sito come fonte di riferimento;
  5. Pubblicare infografiche o guide gratuite. Esattamente come per il punto sopra, la pubblicazione di infografiche o di guide gratuite permette alla comunità web di avere del contenuto di riferimento che può essere segnalato come fonte importante da linkare.

I link da evitare

  1. Link da domini di bassa autorità. Maggiore è l’autorità del tuo sito, migliore sarà il posizionamento in Google. Se un link verso il tuo sito si trova su un sito con una cattiva reputazione, potrebbe danneggiare il tuo posizionamento organico;
  2. Link che arrivano da fonti non pertinenti. Il contesto del sito web linkante è importante nell’algoritmo di ricerca di Google. Non è sufficiente avere un link che rimandi al tuo sito: esso deve deve essere associato a siti con contenuti che siano in qualche modo rilevanti anche per il tuo sito.
  3. Link ripetuto troppe volte su un solo dominio. La diversità è importante e se Google rilevasse troppi link che puntano al proprio dominio in arrivo da un solo sito, potrebbe considerare la cosa come sospetta. A Google piace vedere molti link che puntano, da più fonti, ad un dato dominio. Poiché ogni link dopo il primo sul medesimo dominio subisce un downgrade in valore, è nel tuo interesse diversificare le fonti. Secondo i nostri studi, se un dato dominio linka un altro dominio per più di 4 volte, anche da pagine diverse, lo spider applicherà a tutti i link una sorta di “nofollow d’ufficio”;
  4. Link che è parte di uno scambio. Se hai un amico che possiede un sito simile, potrebbe sembrare un’idea intelligente scambiare link nel tentativo di aumentare il valore di entrambi i domini. Sfortunatamente, questo potrebbe finire per nuocere più che aiutare. Questo significa che lo “scambio link” è il male assoluto? No. Ma oggi, più che in passato, anche un semplicissimo e anacronistico scambio link necessita di approfondite analisi di costi e benefici prima di esser messo in atto;
  5. Link incorporato nel testo con delle parole chiave sospette. Ai tempi in cui l’ottimizzazione basata sulle parole chiave era sinonimo di SEO, il testo del link era un grosso problema. Il modo più rapido per ricevere una penalizzazione da Google è ricevere link contenenti sempre la stessa parola chiave, quella con cui ci si vuole posizionare.
  6. Link isolato da qualsiasi contenuto significativo. Ad esempio in sidebar, footer, in banner di dimensioni standard.  I link devono essere inseriti in un contesto altrimenti non funzionano.
  7. Link parte di uno schema. Gli schemi di link non sono più popolari come una volta, ma ancora resistono. Partecipare a sistemi complessi come scambi link tra più persone è una violazione dei termini di servizio di Google e si rischia di essere penalizzati. i motori di ricerca sono diventati sofisticati abbastanza da rilevare facilmente anche schemi complessi di link tra diversi domini.

L’importanza delle menzioni e dei segnali social

Le menzioni ed i segnali social possono avere un’influenza indiretta sul posizionamento di un sito web.

Cosa sono? Una menzione è una citazione di un sito web senza avere il link di riferimento.

Un segnale sociale è, invece, un’istanza di “engagement” da parte di un visitatore web. È un concetto così comune oggi che possiamo darlo per scontato senza capire veramente cosa significhi.

Fondamentalmente, un segnale può essere rappresentato da uno dei seguenti eventi:

  • Un like sulla pagina Facebook dell’azienda o del sito web;
  • Share, like e commenti su qualsiasi contenuto pubblicato su quella pagina;
  • Tweet da parte di account importanti;
  • +1, repins e qualsiasi operazione che crei, su un social network, un certo interesse sociale

Benché non influenzino direttamente il ranking in SERP, sia le menzioni che i segnali sociali possono essere validi aiuti per ottenere un miglior posizionamento in SERP in quanto contribuiscono a diffondere il brand aziendale e far diventare più importante il progetto al quale si sta lavorando.

La tematizzazione e l’ottimizzazione del sito web

Quando si crea un sito web è importante focalizzarsi su un tema particolare e realizzare, attorno ad esso, un insieme di contenuti approfonditi.

Nei mesi scorsi tanti siti generalisti hanno subìto delle penalizzazioni importanti in quanto sono stati ritenuti poco importanti per una specifica parola chiave al confronto di altri siti verticali e di nicchia.

Ecco dunque che non si può più pensare di coprire argomenti a 360° con un solo sito. Per avere risultati concreti e positivi nel medio / lungo periodo è importante specializzarsi.

Come scegliere un tema generale per il proprio sito internet?

  1. Parlare di argomenti di cui si ha profonda conoscenza, altrimenti si rischia di scrivere informazioni superficiali, uguali a quelle di altri siti e che non apportano realmente un vantaggio all’utente;
  2. Scegliere argomenti da cui si può monetizzare. Il denaro è importante nella società moderna e in questo senso conviene sempre optare per temi generali che abbiano un certo seguito e che possano portare denaro. Aprire un blog sul tostapane di Topolino, che magari non interessa a nessuno, potrebbe essere una cosa affascinante per chi crea un sito, ma se poi non si converte è solo una spesa e non un investimento, pertanto il progetto potrebbe non avere vita lunga.

Le basi dell’ottimizzazione onpage

Quelle che seguono sono le regole base, l’ABC della Seo per intenderci. Tuttavia, per mantenersi sempre aggiornati sulle ultime novità, update algoritmici, problematiche che i webmaster segnalano a Google, suggeriamo di consultare spesso il blog ufficiale di Google dedicato ai webmaster.

    1. Usa URL SEO-Friendly. Google ha dichiarato che le prime 3-5 parole in un URL hanno più peso. Studi sui fattori di ranking hanno rilevato che URL brevi, ricordabili, non necessariamente keyword-rich, sono quelli al momento preferibili;
    2. La prominenza è importante, ma non andare in paranoia!. Il vecchio assunto secondo il quale la parola chiave da posizionare deve essere all’inizio del title tag, dell’heading principale, del testo della pagina web, è fortunatamente stato abbandonato. La prominenza come fattore di maggiore rilevanza di una chiave o di un gruppo di chiavi è importante, sì, ma è altrettanto importante delineare un contenuto tematico, che risponda alle esigenze dell’utente. In molti casi, inoltre, la ricerca spasmodica della prominenza di una o due chiavi, porta a risultati opposti a quelli che si desidera ottenere.
    3. Aggiungi dei modificatori al titolo. L’uso di modificatori come “2018”, “migliore”, “guida”, “lista” e “recensione” permette di ottenere facile visibilità per combinazioni più lunghe, long tail o fat belly, della parola chiave principale.
    4. Scegliere un buon H1. Il tag H1 è il titolo della pagina web. Com da standard W3C, deve essere unico e descrittivo della singola pagina web, non del sito. Se il contenuto ha finalità di posizionamento, mantienilo conciso e pertinente col contenuto del documento web.
    5. Uso dei media. Il testo rimane fondamentale, ma stanno assumendo importanza senza maggiore anche i contenuti multimediali, come video e infografiche, che aiutano a ridurre la frequenza di rimbalzo e aumentano il tempo sul sito: due fattori fondamentali per l’interazione con l’utente. Anche le immagini sono importanti perché aiutano a creare dei contenuti migliori, dal valore percepito più elevato.
  1. Usare gli heading tags per assegnare diverse gerarchie ai contenuti della pagina. Essi facilitano la lettura e migliorano l’esperienza utente.
  2. Utilizzare un design responsive, che renda il sito ottimizzato per i dispositivi mobili.
  3. Curare la leggibilità dei testi. Google, da qualche anno, è in grado di ricrearsi una copia “visuale” delle pagine web, interpretando in modo abbastanza fedele il documento così come lo vede l’utente. Font minuscoli, sfondi scuri, advertising eccessivo e invadente, ad esempio, sono attualmente i veri, grossi, ostacoli al posizionamento sui motori.
  4. Utilizzare i link in uscita. I link in uscita verso pagine correlate aiutano Google a capire l’argomento della propria pagina, mostrando inoltre che la stessa è un hub verso informazioni di qualità.
  5. Usare link interni (un ottimo esempio su come fare è Wikipedia).
  6. Aumentare la velocità del sito. Google ha dichiarato che la velocità di caricamento di una pagina è un segnale di ranking SEO. E’ possibile aumentare la velocità di un sito utilizzando un CDN, comprimendo le immagini o scegliendo un hosting più veloce, ad esempio. Bisognerebbe avere la certezza che il sito carichi in meno di 4 secondi, dato che secondo uno studio MunchWeb, il 75% degli utenti non visiterà di nuovo un sito che si è caricato in più di 4 secondi.
  7. Ottimizzazione delle immagini. Utilizzare l’attributo ALT del tag IMG. Qualsiasi altro attributo, ivi incluso l’attributo “title” sarà ignorato. Effettuare la giusta compressione in modo da raggiungere un compromesso tra qualità e peso (in KB) delle immagini.
  8. Utilizzare i pulsanti di condivisione social e invitare gli utenti ad usarli. Benché i segnali sociali non abbiano un ruolo diretto nel ranking, generano maggiore interesse e traffico attorno ad una pagina web. Una maggiore visibilità (indipendente dai motori) ha come conseguenze pratiche: miglioramento del traffico, che è comunque tracciato da Google, e possibilità di ottenere backlink spontanei.
  9. Pubblicare contenuti lunghi, monografici, autoconclusivi. Secondo degli studi recenti è fondamentale che un contenuto abbia almeno 1.200 parole. Non c’è un limite massimo, si può tranquillamente arrivare anche ad oltre 5.000, a seconda dei casi. Un contenuto più lungo aiuta a rankare meglio per la parola chiave principale e per le relative long tail.
  10. Aumentare il tempo di permanenza in pagina. Google utilizza il tempo speso da un utente sulla pagina come un segnale di ranking. Riuscire ad aumentarlo scrivendo contenuti lunghi e coinvolgenti, che rispondano in pieno alla search intent, è considerato un segnale positivo del ranking.

Consigli per consentire agli utenti (e agli spider) una navigazione semplice all'interno del sito

    • Voci di menu descrittive. Il menù è il primo strumento di navigazione di un sito internet, il punto di riferimento principale per utenti e spider. Essere concisi e descrittivi quando si compila l’etichetta di navigazione della voce di menu è essenziale per far comprendere con chiarezza i contenuti della pagina linkata;
    • Evitare (o quantomeno limitare) i menù a discesa, per due motivi: troppe voci di menu limiteranno l’azione degli spider , che a seconda della trustness del sito dopo un tot di link cesseranno di seguirli; inoltre, sul fronte usabilità, studi specifici hanno dimostrato che i menù a tendina sono fastidiosi. I visitatori muovono gli occhi molto più velocemente di quanto muovano il mouse e quando spostano la freccetta su una voce di menu, probabilmente hanno già deciso di fare clic. L’apertura di un menù è una sorta di interruzione nell’esperienza utente.

  • Limitare il numero di voci nel menu a sette. Alcuni siti Web hanno centinaia di collegamenti sulla home page, troppi. Meglio limitare il numero di link nella navigazione principale: si dà più importanza alle pagine linkate nel menù, che quindi potrebbero rankare meglio. Se la home page ha un sacco di link, questo diluisce l’autorità passata verso le pagine interne. Più concisa è la navigazione, più il juice dei link fluirà in ogni pagina interna rendendo più probabile un miglior posizionamento della stessa.
  • Il numero di elementi nel menù è importante, ma lo è anche l’ordine. Nella navigazione, proprio come in un qualsiasi elenco, gli elementi all’inizio e alla fine sono più efficaci, dato che qui si concentra meglio l’attenzione. Questo, anche per i motivi sopraindicati: lo spider, dipendentemente dal quality score del domini, deciderà se seguire tutti o solo una parte i link di un menu di navigazione: un numero inferiore garantisce che tali link siano seguiti tutti.
  • I menu e gli altri prop di navigazione non sono definitivi. Per ottimizzare il lavoro si può usare Google Analytics (oppure software di mouse-tracking) al fine di valutare come il menu viene usato dagli utenti. Analytics indica la percentuale di visitatori che hanno visitato ciascuna pagina partendo da qualsiasi pagina. Questi rapporti sono validi per avere un’idea su quali elementi di navigazione vengono utilizzati dai visitatori e quali no, rendendo possibile l’ottimizzazione. L’obiettivo dovrebbe essere di:
    • Rimuovere gli elementi che vengono cliccati raramente, se non sono critici;
    • Rinominare gli elementi che vengono cliccati raramente, se sono importanti
    • Spostare gli elementi che vengono cliccati più spesso all’inizio

L'importanza di avere contenuti sempre aggiornati In molti mercati, avere dei contenuti aggiornati è sempre più importante per i motori di ricerca in quanto considerato elemento di valutazione dell'attività del sito

La “freshness” dei contenuti è un fattore importante non solo per Google ma per qualsiasi motore di ricerca moderno.

Possiamo distinguere i contenuti in due categorie:

  • Notizie: alta velocity, breve durata
  • Contenuti evergreen, (“sempre verdi”), pensati per rimanere validi nel tempo (ad esempio le guide, le biografie, testi di canzoni, schede prodotto di linee continuative).

Se per le notizie il requisito dell’essere aggiornate è ovvio, è importante mantenere aggiornati anche i contenuti stabili e non suscettibili di radicali modifiche nel tempo: integrazioni, revisioni e modifiche nel tempo sono la via migliore da seguire, rispetto alla creazione di contenuti ex novo che tendono inevitabilmente a ripetere tematiche già proposte dalle guide precedente e a creare fenomeni di sovrapposizione tematica e cannibalizzazione (ovvero due contenuti che concorrono per lo stesso argomento).

Come aumentare il CTR sulle SERP e usare Search Console per individuare i problemi di basso CTR L'estetica e la comunicazione di un risultato sui motori (la cosiddetta ``snippet``) determina un maggiore o minore CTR (click-through ratio). Ecco alcuni accorgimenti per migliorare le performance di un sito una volta che ha ottenuto un buon ranking.

Di cosa si compone una snippet? Di un titolo, generalmente preso dal title tag del documento web (ma occhio! non vale sempre. Talvolta può essere arbitrariamente creato dagli algoritmi di visualizzazione dei risultati), da una descrizione, generalmente presa dal meta description (ma anche qui, valgano le eccezioni che il motore fa per il titolo) e da una serie di elementi aggiuntivi, su cui il webmaster ha controllo minimo/nullo, che possono essere posti a corredo di un risultato; tali elementi possono essere:

  • ulteriori link interni al sito
  • score di valutazione o altri dati di schema.org
  • immagini
  • data di creazione o ultimo aggiornamento del documento
  • autore del documento
  • indirizzi e altri dettagli del dominio
  • mappe
  • altri elementi

Se il title tag, da cui nella maggior parte dei casi viene preso il titolo della snippet, è fondamentale lasciarlo stabile nel tempo, la partita del CTR la si gioca sugli altri elementi:

  1. Scrivi più meta description e ruotali a intervalli regolari per fare un test sul CTR. UpWorthy, sito di contenuti virali, crea 25 descrizioni diverse per ogni post redatto. Ogni descrizione viene quindi sottoposta ad A / B test per trovare quello con la percentuale di clic più elevata.
  2. Utilizza l’urgenza per aumentare i clic. Solitamente testi che implicano urgenza, ad esempio quelli con la parola “adesso”, hanno più del doppio dei clic rispetto alla versione “non urgente”.
  3. Usare gli structured data. Ci sono stati innumerevoli rapporti e casi studio che dimostrano che i rich snippet aumentano il CTR. Ovviamente, non è sempre pertinente utilizzare i rich snippet ed essi non dovrebbero essere utilizzati in modo manipolativo. Detto questo, sono spesso più rilevanti di quanto si possa pensare. Schema.org ha una lista enorme di tutti i diversi schemi di informazioni che si possono usare per marcare il contenuto, dagli eventi letterari alle sculture. Anche se non tutti generano rich snippet, aiuteranno sicuramente a dare a Google più informazioni per posizionarsi sui motori.
  4. Aggiornamento delle date. Se si scrivono testi che contengono delle date, come ad esempio degli anni, bisogna fare in modo di tenerle sempre aggiornate. L’utente è più propenso a cliccare su contenuti attuali che non obsoleti.

L’impatto dei suggerimenti contenuti qui sopra dipenderà da quanto traffico hai attualmente e se hai già implementato questo tipo di tattiche. Per un blog completamente nuovo, la maggior parte di quello che abbiamo menzionato non avrà grande effetto, mentre per un sito con una quantità di traffico costante, può essere un modo semplice e veloce per guadagnare un buon 20-50% di traffico in più in un breve lasso di tempo.

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