Il futuro della ricerca sul web

Il futuro della ricerca sul web

La seconda conferenza di ionSearch 2013, che si è tenuta a Leeds, ha visto sul palco un’oratore d’eccellenza che ha illustrato la sua personale visione sul futuro della ricerca sul web. Marcus Tandler, che dirige un’agenzia SEO a Monaco di Baviera, ha snocciolato quasi 500 slide che illustravano, in modo tal volta ironico, il futuro della ricerca via web. L’esperto SEO, con fare da cabarettista consumato, è riuscito a introdurre e spiegare concetti che risultano ostici anche ai più esperti, rendendo un argomento decisamente specifico sotto forma di racconto, facile da seguire e perfino divertente.

Questo grazie anche alle numerose slide ironiche che avevano come protagonista una Britney Spears prima e dopo la sua recente crisi e uno scanzonato Justin Bieber. Ma nulla di dissacrante, solo un escamotage, molto ben riuscito, per chiarire concetti altrimenti poco appetibili alla platea. Marcus, dopo una simpatica presentazione della sua persona, ha iniziato a spiegare l’evoluzione della ricerca sul web. Ha mostrato le diapositive inerenti i primi prodromi di motore di ricerca, l’ormai quasi sconosciuto Excite, il quasi dimenticato Lycos e un giovane, ma promettente, Google.

Google ha rivoluzionato il metodo della ricerca sul web, introducendo una serie di indicazioni e strumenti. Ecco che entrano in scena i ranking factor, cioè quella serie di parametri di cui Google tiene conto per posizionare una pagina nella SERP e di conseguenza si arriva a una Page Rank, la reputazione di una pagina. Tutto questo perché, a giudicare i contenuti, entrano in gioco gli spider, i temutissimi logaritmi che Google sfrutta per stilare la sua classifica, ben conosciuto oggi Google Pinguin.

Per posizionare una pagina sul motore di ricerca Google occorre quindi rispettare tali parametri. Ma non solo, è ora necessario fare tutto un lavoro, che va sotto il nome di SEM, Search engine marketing, di cui la SEO è solo un aspetto, per posizionare la pagina, ma anche per non venire penalizzati. Naturalmente i grandi brand, in questo scenario sono i favoriti. Sono infatti loro che possono permettersi grosse campagne di web marketing che sfruttano i nuovo “accessori” firmati Google, Adsense e Adword che si basano su campagne di pay to click. Ma quello che ci si chiede è se tutto questo, nel futuro, scomparirà o se gli esperti SEO avranno ancora un senso.

Marcus Tandler è molto chiaro in questo senso, il futuro avrà sempre più bisogno di queste figure. Intanto, dopo il monopolio di Google, che in breve tempo è diventato il motore di ricerca più utilizzato, la ricerca si è ulteriormente raffinata. Se prima si inserivano una o due parole che generavano una serie di risultati, talvolta anche incongrui con la domanda, oggi il trend va verso la precisione assoluta. Google risponderà alle esigenze dell’utente ancora prima che questo formuli la domanda. Così detto c’è da avere paura, ma come spiega Tandler, abbozzando un sorriso, non si tratta di complotti o spionaggio in stile Big Brother.

Semplicemente, poiché il futuro del web viaggia sui device mobili, Google raccoglierà una serie di informazioni sul nostro conto, come dove e come ci spostiamo, utilizzando sia le nostre ricerche sul web che i geolocalizzatori connessi al nostro device mobile. In questo modo se dovessimo utilizzare la metro tutti i martedì, Google potrà, per esempio avvisare su possibili ritardi, scioperi o disservizi.

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