Le 5 cose da sapere su AMP, Accelerated Mobile Pages

Le 5 cose da sapere su AMP, Accelerated Mobile Pages

Una delle ultime novità che ha riguardato Google e il mondo del “search” è quella nota come AMP, che sta per Accelerated Mobile Pages.

Introdotta da Google qualche mese fa, la novità AMP ha preso il via ufficialmente lo scorso 23 febbraio, quando il motore di ricerca di Mountain View ha introdotto in alcune SERP visibili da mobile un carosello di notizie, di siti web, che usano questa tecnologia.

google-amp

Come puoi vedere dall’immagine qui sopra, nel motore vengono mostrati una serie di risultati legati ad una certa ricerca, ad una determinata query, facendo tap su uno di essi, si apre in una sorta di “iframe” interno a Google, per permetterne un caricamento più veloce.

In sostanza, la pagina viene precaricata in cache dal motore di ricerca, che dunque può mostrarla molto più velocemente agli utenti.

L’AMP migliora il posizionamento in Google?

Di per sé, no, non è un fattore di ranking, almeno direttamente parlando. Se, però, si considera che nel carosello di cui sopra entrano solo siti “AMP friendly” e che spesso Big G mette la sua novità in una posizione rilevante in SERP, ecco che indirettamente si possono ottenere un maggior numero di click.

Perché l’AMP è importante

Oltre che per un discorso legato al posizionamento in SERP indirettamente migliorato per alcune keywords, e per la possibilità di dare all’utente delle pagine web ancora più veloci, l’AMP ci fa entrare in un mondo completamente nuovo, in cui la velocità è davvero tutto.

E’ stato, per anni, un “mantra” che sia Google, che noi marketers e SEO, abbiamo ripetuto a gran voce: un sito web deve essere veloce, caricarsi all’istante e così via.

Ancora oggi, purtroppo, ci sono tanti siti non ottimizzati per mobile, benché sia una necessità assoluta averli per dare all’utente un servizio ben ottimizzato dal proprio smartphone.

Da anni Google si è reso conto che le ricerche fatte usando il telefonino erano in crescita e che presto avrebbero superato quelle fatte da computer desktop, e così è stato: era il 2014 negli States, lo scorso anno in alcune parti d’Europa, ma il trend è chiaro, è disegnato a grandi linee e sarebbe da ciechi non vederlo.

Ecco perché è fondamentale prendere in considerazione l’AMP, perché non puoi permetterti di rimanere indietro sul mercato, soprattutto uno che non trotta, ma va al galoppo più sfrenato.

L’angolo tecnico: come implementare AMP

Sta ai webmaster implementare AMP all’interno dei propri siti web.

In sostanza, si tratta di una pagina che si trova ad un indirizzo diverso da quello delle tue pagine tradizionali, ad esempio:

http://www.sito.it/amp/

Nella cartella “amp” ci saranno tutte le pagine pronte per questa nuova tecnologia.

La differenza rispetto alle classiche pagine HTML sta nella completa mancanza di javascript (tranne per alcuni casi) e in alcuni tag HTML leggermente diversi, come ad esempio quello delle immagini che non sarà più semplicemente “img” ma diventerà “amp-img”.

Si tratta, per una volta, di una soluzione un po’ tecnica da implementare rispetto al passato, per la quale se hai un portale o un sito statico, deve essere fatta manualmente, mentre se hai un blog WordPress, ci sono già a disposizione diversi plugin, tra cui l’eccellente PageFrog, che permette di personalizzare le proprie pagine AMP per cercare di farle le più belle possibili (tra l’altro, quest ultimo plugin supporta anche Facebook Instant Articles).

E’ importante, per evitare contenuti duplicati, che la pagina madre abbia anche un tag “canonical” che rimanda alla pagina madre, che invece non è ottimizzata per AMP.

pagefrog

L’AMP è per tutti i siti web?

No, non è per tutti, o meglio, si, ma dipende dalla chiave di ricerca. Facendo delle ricerche di test in rete, avrai notato come Google inserisce il suo carosello solo per determinate query, ovvero quelle dove le notizie fresche sono più importanti, in stile news.

E’ per questo motivo che se hai un sito web inserito in Google News, ad esempio, oppure se offri aggiornamenti più o meno in tempo reale su determinati argomenti, non puoi prescindere dall’AMP.

Se, invece, hai un portale web che offre informazioni generiche, (per il momento) puoi farne a meno. Ma anche in questo caso è utile andare a spulciare un po’ tra le impostazioni AMP per studiare che cosa è utile avere e cosa no, per velocizzare il caricamento dello tue pagine web da mobile e essere ancora più performante.

AMP e pubblicità, come funziona?

Questa è, ovviamene, “la” domanda madre per tutti quegli editori che vivono di pubblicità inerente i propri progetti web.

Sappiamo, infatti, che i vari Google AdSense e co. usano del codice javascript per mostrare gli annunci pubblicitari, ma abbiamo detto che questo linguaggio è bandito dall’AMP (a ragione, aggiungiamo noi, perché spesso un cattivo uso del javascript può compromettere di molto la velocità di caricamento delle pagine web).

Nessuna preoccupazione, tuttavia, perché Google ha pensato anche a questo, pensando ad un codice specifico per il suo circuito di affiliazione, “amp-ad”, che tra l’altro può anche essere reso responsive, seguendo la strada tracciata dallo stesso motore di ricerca in merito alle sue unità pubblicitarie.

Lo stesso discorso vale anche per i servizi di statistiche come Google Analytics, che pure si appoggiano ad un file javascript.

In conclusione, dove ci porterà l’AMP?

Abbiamo già capito che l’AMP è davvero importante e che non se ne può fare a meno, soprattutto per alcune categorie di siti web.

L’obiettivo di Google è quello di rendere il web un posto più veloce, quasi istantaneo, e si sta muovendo fortemente in questa direzione. E noi non possiamo certo stare a guardare né rimanere indietro.

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