Guida alla link building: cos’è e perché è importante

Guida alla link building: cos’è e perché è importante

Google tiene in considerazione, quando si tratta di ranking sui motori di ricerca, oltre 200 fattori di posizionamento: la velocità di un sito, il tempo di permanenza degli utenti, la qualità del testo calcolata secondo fattori oggettivi, il numero di link in entrata che si ricevono e tanti altri ancora.

Nessuno può sapere con certezza il peso di ciascuno di questi fattori, ma possiamo affermare senza timore di smentita che il numero e la qualità di link in entrata può fare davvero la differenza.

Da un punto di vista SEO si entra nel mondo della link building, termine inglese che potremmo tradurre con “costruzione di link”.

Cosa è la link building?

La link building è quella parte della SEO che consiste nell’ottenere link verso il proprio sito web. Allo stato dell’arte attuale, è una delle pratiche più efficaci per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Al tempo stesso, è anche una delle più rischiose perché, se non viene fatta bene, rischia di penalizzare invece che aiutare.

Fare link building oggi presuppone una conoscenza profonda del settore: occorrono capacità assolute di valutazione dei siti web linkanti (che devono essere validi e “a tema”), bisogna essere capaci di capire il bilanciamento necessario tra link “nofollow” e “follow” (rispettivamente si tratta dei link che non passano trust e quelli che lo passano), studiare con attenzione le anchor da usare, trovare delle fonti valide da cui ottenere link, ecc.

Fare link building significa anche studiare i competitors, analizzare i link che puntano ai loro siti web e cercare di ottenerli a propria volta. In alcuni casi questo sarà possibile, in altri no, e allora bisogna cercare delle soluzioni alternative e possibilmente migliori.

Potremmo definire i link come una sorta di cartello stradale che porta lo spider di Google al nostro sito: è fondamentale disseminare la rete di quanti più cartelli stradali possibile, a condizione che vengano messi nei posti giusti.

Come è cambiata negli anni

Se c’è stato un aspetto che è cambiato radicalmente negli anni nel mondo della SEO, questo è la link building.

Tornando indietro al 2005 entriamo in un mondo in cui la quantità dei link contava più della qualità. Il page rank (la famigerata barretta verde) era un valore importante per misurare la bontà di un link perché si partiva dal presupposto che un sito web con un PR più alto fosse migliore a prescindere rispetto ad uno con PR inferiore.

Era anche il periodo dei link “sitewide”, quelli inseriti nelle barre laterali o nei footer dei siti web, soluzione che funzionava in maniera altrettanto egregia.

Anni fa andava bene anche lo scambio link incrociato (io linko te, tu linki me), pratica da cui oggi occorre stare assolutamente lontani.

Si è poi passati allo scambio link triangolare (ad esempio il sito “A” linka il “B”, che linka il “C”, che linka nuovamente il sito “A”), altra pratica che oggi non è più valida.

Erano tutte situazioni in cui era alquanto semplice manipolare il ranking sui motori di ricerca per mezzo dei link, bastavano alcuni rudimenti di base della SEO.

Nel corso degli anni Google ha cambiato ovviamente le regole del gioco, ha cercato di rendere più complessa la link building e dobbiamo dire che, grazie a vari aggiornamenti algoritmici rilasciati nel corso degli anni, ci è riuscito.

Fare link building oggi non è più come anni fa, e anzi operare ancora in quella maniera equivale alla “morte SEO”.

Nel mondo della link building di oggi la qualità conta più della quantità, un link buono, da fonti “trust”, vale molto di più rispetto a tanti link ottenuti da fonti non credibili. In gergo, si dice che un link buono “spinge” di più rispetto ad uno meno buono.

Se prima era possibile ottenere link “di massa”, oggi servono link “mirati”, studiati con attenzione, per soddisfare le complesse esigenze che l’algoritmo di Google impone e costruire un profilo di link “a prova di bomba”.

Sono tanti gli aspetti che bisognerebbe prendere in considerazione, così tanti che serve davvero un professionista per poter valutare tutta la situazione con attenzione.

Algoritmi di Google dedicati

Se siamo giunti alla situazione attuale per quanto riguarda la link building, molto lo dobbiamo anche anche ai diversi algoritmi che Google ha rilasciato nel corso degli anni e che hanno cercato di modificare le regole del gioco per quanto riguarda quest’attività SEO.

Google-Penguin

Google Penguin è indubbiamente il più famoso di tutti, anche perché è stato quello (lo è ancora oggi, in realtà) pensato e sviluppato per determinare se il profilo di link di un dato sito web è naturale o meno. Come disse qualche tempo fa Matt Cutts, ex portavoce di Google, il link “deve” essere naturale, non solo “sembrarlo”. Questo rende davvero complicato riuscire a fare link building se non si conosce “la materia”.

L’obiettivo ultimo di questo algoritmo è cercare di scoprire quei siti web che hanno cercato di manipolare il ranking in maniera “sporca”, facendo spam, ovvero mettendo in pratica tutta una serie di attività “black” mirate a migliorare il ranking sui motori di ricerca.

La definizione di spam non è propriamente chiara e non sempre è semplice riuscire a capire se un backlink che si ottiene può rientrare in questa categoria o meno. Anche in questo caso, un’attenta valutazione a monte è fondamentale.

Perché serve la link building

Oggi la pratica della link building è fondamentale per potersi posizionare nelle SERP, quantomeno in quelle più competitive. Senza un corretto lavoro in quest’ottica “non si va da nessuna parte” e non si riesce a scalare le SERP più complesse, ovvero quelle dove ci sono più concorrenti.

Se, da un lato, i buoni contenuti sono fondamentali perché servono a mantenere un utente sul sito web (è da sottolineare che durata della visita e percentuale di rimbalzo, cioè il bounce rate, sono altri due aspetti importanti), dall’altro non ci può essere ranking di vertice senza i link giusti.

La link building, le conclusioni

In conclusione, è importante sottolineare che fare link building è molto importante in ogni attività SEO, e mano a mano che ci si addentra in un settore difficile, lo diventa sempre di più.

Vogliamo inoltre ricordare che non è semplice fare una corretta attività di link building e, se si commettono errori o si prendono le cose troppo alla leggera, si rischia di penalizzare tutto il resto del lavoro che un sito web richiede, come la creazione di contenuti ad esempio.

E’ per questo motivo che è sempre consigliato affidarsi a professionisti nel settore, sia per stare al riparo da possibili errori e sbagli da cui, poi, potrebbe essere complesso uscire, che per concentrarsi esclusivamente sul core business aziendale.