Problemi Comuni e Soluzioni

A volte può capitare di non trovare più sito nelle ricerche internet, ciò può dipendere da una serie di problemi molto comuni ognuno dei quali richiede soluzioni specifiche.

Ci sono diversi motivi per cui un motore di ricerca penalizza questo o quel sito web ma le ragioni possono essere diverse e non necessariamente derivanti da una penalizzazione.

In certi casi il problema è banale e il sito non è indicizzato o posizionato bene quindi risulta assente nei motori di ricerca, in questi casi sarà opportuna una diagnosi per rivedere la fase di indicizzazione e di ottimizzazione in modo da rimuovere e risolvere la causa della mancata visibilità.

Altre volte il problema ha origini esclusivamente tecniche e un sito può essere eliminato dagli archivi per un errore quindi è sufficiente attendere che google riaggiorni il proprio database.

Un sito può essere rimosso dal database anche nel caso in cui la sua visita da partedel motore di ricerca sia stata impedita da problemi tecnici del server web su cui il sito risiede. Google infatti ritenta alcune volte la visita, nell’arco di alcuni giorni, e se i problemi permangono per molto tempo, procede alla rimozione del sito dall’archivio. Per reinserire un sito che ha subìto una rimozione per cause legate alla sua inaccessibilità, è necessario fare in modo che esso torni ad essere visibile sul web e attendere il successivo aggiornamento del database di Google.

Un sito può però anche essere rimosso dagli archivi in quanto non riceve più alcun link da altri siti. La tecnologia usata dai motori di ricerca richiede necessariamente che ogni sito archiviato sia integrato col resto del web, se il sito riceveva già pochi link e se questi pochi link sono scomparsi in seguito alla modifica o alla cancellazione delle pagine su cui i link risiedevano, il motore può decidere di eliminare il sito dai propri archivi fino a quando non troverà sul web nuovi link che puntino ad esso.

Sito duplicato: una delle penalizzazioni più comuni è data dall’inserimento all’interno del sito di contenuti duplicati, presi cioè da internet senza alcuna rielaborazione e inseriti attraverso il copia e incolla. Un sito duplicato viene automaticamente penalizzato perché i contenuti devono essere assolutamente originali e scritti correttamente. Per la visibilità del sito e per  non incorrere in una penalizzazione che lo oscurerebbe dai migliori motori di ricerca è quindi essenziale che ogni testo sia originale, quindi in questi casi la soluzione sta nel rielaborare i contenuti sia in termini di originalità che ovviamente di qualità.

Per scongiurare che il motore di ricerca classifichi il sito come duplicato, fermo restando l’imprescindibilità di contenuti qualitativamente validi, esiste la canonicalizzazione degli url ovvero la pratica di organizzare le pagine del sito web in modo tale che ognuna abbia un unico indirizzo per fare in modo che i motori di ricerca trovino una singola versione per ogni tipo di contenuto e riservino a questa la massima popolarità possibile. In poche parole si fornisce un url canonico ai motori di ricerca in modo che la stesso contenuto, raggiungibile tramite diversi indirizzi url, non venga considerato come effettivamente duplicato e quindi penalizzato tra i risultati restituiti. I motori di ricerca, come noto, sono molto puntigliosi a proposito di contenuti duplicati ed in questo modo si potrà arrivare a consolidare alcune proprietà della pagina web evitando che le diverse versioni dello stesso contenuto arrivino a contendersi la popolarità a disposizione, con conseguente danno in termini di page rank.

Sito penalizzato: questo problema si verifica quando un sito viene retrocesso di posizioni in quanto non ritenuto idoneo agli standard dell’ottimizzazione, in questo caso all’interno dell’indice di Google è presente almeno una delle sue pagine. Una penalizzazione tra le più temute è quella dovuta alle keyword stuffing, ovvero all’utilizzo in maniera errata di troppe parole chiave all’interno delle pagine.

Sito bannato: in questo caso il sito viene totalmente escluso dall’indice di Google. Tutti i motori di ricerca possiedono tecniche volte ad individuare se un sito cerca di aumentare artificiosamente l’attinenza dei suoi contenuti con alcune keyword e la popolarità sul web facendo uso di espedienti poco etici bannandoli definitivamente dal proprio archivio.

Un ban rappresenta la penalizzazione più grave che un sito web possa ricevere sia perché la scomparsa del sito dall’archivio del motore azzera il traffico proveniente da questo motore di ricerca, ma soprattutto perché è estremamente difficile convincere il motore a tornare sui propri passi, riammettendo il sito web nel proprio database.

Ecco perché in fase di progettazione bisogna sempre tenere come obiettivo finale la realizzazione di caratteristiche pensate per migliorare la navigazione degli utenti e non per apparire più rilevante ai motori di ricerca che invece rappresenta la strada per essere penalizzati.

Per ritornare visibili dopo un ban la soluzione c’è ma è molto complessa, per prima cosa è opportuno rimuovere dal sito web tutte quelle caratteristiche che sono state usate per migliorare artificiosamente la posizione del sito nei risultati delle ricerche e, successivamente, comunicare al motore di ricerca la propria situazione e specificando che il sito non contiene più caratteristiche poco gradite e chiedere di essere riammessi. Il reinserimento in archivio però non è garantito e molte volte la cosa migliore è realizzare un sito ex novo, con un nuovo nome di dominio e ricominciare tutto da capo.

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