Espandere il tuo e-commerce all’estero: 8 consigli per farlo bene

Hai un e-commerce in Italia e stai pensando di espanderti all’estero? A seconda dei casi, potrebbe essere un’ottima scelta anche perché fuori dal nostri confini c’è tutto un mondo da conoscere e dove poter vendere.

Però, prima di farlo, devi avere la certezza di capire come fare, di conoscere i passi che devi compiere, uno dopo l’altro, per evitare di bruciarti e finire per spendere tempo e denaro senza avere avuto in cambio nulla di nulla.

Andiamo dunque a vedere alcuni consigli per poter espandere il tuo e-commerce all’estero.

L’analisi del mercato estero

Studiare il mercato dove vorrai andare a competere è la prima cosa importante da fare, altrimenti ti stai muovendo alla cieca.

Devi conoscere le abitudini dei consumatori esteri, capire che cosa cercano e come lo desiderano. Inoltre, devi sapere chi sono i concorrenti con cui ti andrai a scontrare.

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Uno dei modi per poter studiare il mercato è proprio quello di analizzare i tuoi futuri competitors: che cosa vendono? Come lo fanno? Cosa differisce il loro prodotto dal tuo?

Oltre a questo, ci sono tutta una serie di studi sulle abitudini dei consumatori che vengono pubblicati in maniera regolare e che ti aiuteranno a capire meglio il paese dove stai andando ad entrare.

Scegli bene il mercato dove vuoi entrare

Questo è un altro passo importante da compiere: dove vuoi veramente espanderti? E dove ti conviene farlo? Considera che i mercati più “evoluti”, ovvero quelli dei paesi sviluppati, potrebbero essere saturi di concorrenza, il che significa meno spazio per te e più impegno di tempo e denaro per cercare di entrarvi. Al contrario, i mercati nelle zone est e sud del mondo potrebbero essere meno sviluppati e più accessibili.

Ma tutto dipende, ovviamente, dal prodotto che vendi. In ogni caso, non escludere nulla.

Devi conoscere le regole del gioco

Per andare a vendere all’estero non devi avere necessariamente un e-commerce con tanto di azienda con sede all’estero, ma è fondamentale conoscere le norme che regolano le vendite online negli altri stati.

Non ci riferiamo all’analisi dei consumatori, di quella abbiamo già parlato, ma proprio al paese in sé: devi sapere in maniera puntuale tutto sulla burocrazia del paese, le tasse, le norme che regolano le importazioni e così via.

A seconda delle norme e delle caratteristiche di ogni paese, potresti avere dei limiti o dei vantaggi nel cercare di vendere lì, questa è una cosa che devi sapere e devi mettere in conto, prima ancora di iniziare concretamente a progettare la tua espansione.

Scegli per bene i prezzi

Sembra un paradosso, ma vendere all’estero agli stessi prezzi del mercato italiano è una follia, per due motivi principali.

Ci sono paesi in cui le stesse cose che in Italia costano 1 euro lì costano meno della metà, di conseguenza pretendere di voler vendere al prezzo italiano esclude a priori dalle vendite.

Allo stesso modo, se una cosa che in Italia costa 1 euro e all’estero costa mediamente 2, perché venderla a tanto di meno? O comunque, in questo modo avresti margine su cui giocare per andare a fare concorrenza sui prezzi guadagnare fette di mercato in maniera relativamente veloce.

Per conoscere bene i prezzi che puoi applicare, puoi sia studiare gli e-commerce concorrenti che già vendono in quel paese, sia andare a verificare di persona.

A seconda di questo dovrai ovviamente fare dei calcoli sull’effettiva convenienza di andare a vendere ad un costo più basso.

Analizza i metodi di pagamento internazionali

Paesi che vai, metodo di pagamento che trovi. Non in tutti i paesi c’è un metodo di pagamento standard per gli acquisti online, e devi avere la certezza di fornire all’utente esattamente il metodo di pagamento più usato nel paese, oltre ad alcune alternative minori.

Ad esempio, in Belgio si preferisce pagare con delle soluzioni nazionali come Bancontact piuttosto che con VISA o Mastercard, nei Paesi Bassi la prima soluzione di pagamento è iDEAL, mentre in Polonia sta andando molto forte il bonifico bancario grazie a Przelewy24.

Anche in questo caso, puoi studiare i concorrenti e vedere che metodi di pagamento offrono.

Studia bene le spedizioni

Riuscire a far arrivare un oggetto a casa dell’utente in brevissimo tempo è fondamentale e, a volte, fa tutta la differenza del mondo.

Certo è che devi offrire delle consegne veloci, soprattutto per non farti schiacciare da giganti come Amazon che, con il prime, ti garantiscono la consegna in un giorno lavorativo (ma non su tutti i prodotti). D’altra parte, se sei convinto di avere un buon prodotto, è un peccato farti fermare solo dalle spese e dalle tempistiche di spedizione.

In questo caso dipende molto dalla tua abilità e fortuna nel trovare un buon corriere, oltre che dalla tua abilità a proporre delle soluzioni di spedizione che possano risultare contemporaneamente comode e convenienti per l’utente, vantaggiose per te.

La promozione dei tuoi prodotti e del tuo brand all’estero

Ora che hai capito che si può fare, che conosci le leggi estere e che hai organizzato anche le spedizioni in maniera puntuale, puoi dedicarti alla promozione dei tuoi prodotti all’estero.

Partiamo dal presupposto che non è sufficiente solo far tradurre il sito, men che meno farlo fare da un  traduttore automatico o da una persona non madrelingua.

Quando vuoi vendere all’estero, la perfezione grammaticale e linguistica è fondamentale; immagina semplicemente di trovarti un sito web da cui stai acquistando qualcosa e in cui la descrizione del prodotto è scritta in italiano non corretto, o è ricca di errori. Termineresti l’acquisto?

Da un punto di vista della promozione, ricorda anche che all’estero non c’è solo Google, anzi. In Russia, ad esempio, il motore di ricerca più usato è Yandex, mentre il Cina è Baidoo. Negli Stati Uniti anche Bing ha una buona fetta di mercato (che comunque rimane piccola se paragonata a quella di Google, ma non per questo da scartare a priori), e non puoi ovviamente dimenticare i social, da Facebook a Twitter, ma anche LinkedIn, Instagram e così via.

Internazionalizzare un e-commerce, consigli finali

Andando a concludere questo articolo, possiamo dirti che andare a vendere all’estero è sicuramente una cosa emozionante e, se fatta bene, può portarti a dei fatturati non da poco.

Devi, però, studiare per bene il mercato di riferimento, non puoi lasciare nulla al caso e devi avere pazienza, oltre che convinzione che la tua intuizione sia giusta e ovviamente perseveranza.

Le possibilità ci sono, devi solo riuscire a coglierle.

6 consigli di content marketing per il tuo e-commerce

Quando si parla di content marketing per un e-commerce, ci si addentra in un argomento cui bisogna prestare molta attenzione perché sviluppare una strategia dei contenuti professionale può fare davvero molta differenza per quanto riguarda il successo, o meno, del proprio business online.

La definizione di content marketing è chiara e comprende tutte le strategie volte alla creazione di contenuti per il proprio progetto digitale. Google, ma anche gli altri motori, danno loro estrema importanza, non fosse altro per il semplice fatto che, quando un utente fa una ricerca, sta cercando delle informazioni, dei contenuti.

Nel caso di un e-commerce, potrebbe non essere così semplice, a prima vista, riuscire a definire una strategia di content marketing da portare avanti con precisione e metodo; per fortuna, solo ad una prima vista. In realtà, infatti, anche un negozio virtuale può attuare una “content marketing strategy” efficace.

A cosa serve una strategia di content marketing per un e-commerce

Prima di iniziare con i consigli, cerchiamo di chiarire perché dovresti considerare seriamente una strategia di creazione dei contenuti per il tuo negozio virtuale.

  • Ti aiuta a fare brand, a migliorare il tuo marchio e farlo conoscere;
  • Ti aiuta da un punto di vista della SEO per il posizionamento organico sui motori di ricerca;
  • Ti permette di diventare un punto di riferimento nel tuo settore;
  • Riuscirai a migliorare la tua presenza social, e oggi una strategia di promozione che elude Facebook e compagni non può essere valida;
  • Incrementa potenzialmente le vendite come risultato indiretto dei quattro punti visti sopra.

Consigli di content marketing per il tuo e-commerce

Ora che abbiamo definito bene i vantaggi di una strategia di contenuti per il tuo negozio virtuale, andiamo a vedere alcuni consigli che potrebbero tornarti utili.

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Crea delle descrizioni coinvolgenti per i tuoi prodotti

Stai vendendo qualcosa in cui credi, questo è ovvio altrimenti non lo faresti. Allora, perché non creare delle descrizioni creative, emozionanti, che riescano a stimolare le percezioni dell’utente e a fargli sentire di aver bisogno proprio di quello che tu gli stai proponendo?

Fai leva sui suoi bisogni, sulle sue necessità, indicagli come quel prodotto può farlo sentire una persona migliore e può aiutarlo.

Una delle cose più sbagliate che potresti fare è copiare il testo descrittivo del tuo prodotto da qualche altre parte, prima di tutto perché potrebbe non essere un testo così coinvolgente come dovrebbe, poi perché stai facendo contenuto duplicato e questo ti penalizza dal lato SEO.

Arricchisci le descrizioni con immagini

Uno dei limiti degli e-commerce è il fatto che non puoi vedere in prima persona ciò che stai comprando, non puoi toccarlo con mano.

scarpe

L’unico modo per ovviare a questo problema è fornire delle fotografie ad altissima risoluzione, ingrandibili e liberamente zoomabili, che l’utente può guardare per farsi un’idea migliore di ciò che stai vendendo.

Inserisci quante più foto possibili e non lesinare sulla precisione verso i dettagli.

Unica accortezza: cerca di trovare il giusto equilibrio tra qualità della foto e pesantezza, altrimenti il sito impiegherà un’eternità a caricare e finirai per fare più danni che altro. Le soluzioni tecnologiche ci sono, basta solo conoscerle e saperle sfruttare.

Cura un blog aziendale

Quale che siano gli oggetti che stai vendendo nel tuo negozio, affiancare all’e-commerce un blog è sempre una buona idea.

Questo strumento di comunicazione viene percepito come più amichevole da parte degli utenti, ti permette di creare un’audience più numerosa e fare engagement, ovvero l’attività con la quale stai interagendo con i tuoi utenti, li stai coinvolgendo in qualcosa, li stai rendendo parte del tuo progetto aziendale.

Inoltre, un blog ti permette di spaziare con gli argomenti e di non limitarti solo ed esclusivamente alla descrizione del tuo prodotto.

Crea una sezione di domande e risposte

Tutti gli utenti hanno delle domande su un determinato prodotto, anche tu ne hai in fase di acquisto. Vogliono magari sapere se ci sono disponibili più colori, se possono fare ordini cumulativi, se una data maglietta scolorisce in lavatrice e così via.

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Crea una pagina in cui raccogli queste domande, categorizzale per tipologia e rendila fruibile all’utente. Fai anche sì che sia semplice cercare tra le varie questioni, così da evitare di doversele leggere tutte per scoprire che quella che serviva è alla fine o proprio non c’è.

Renditi sempre contattabile, permetti ad un utente di scriverti e farti personalmente la domanda che gli passa per la mente: in questa maniera creerai un canale di comunicazione 1-to-1 , potentissimo da un punto di vista del brand e della credibilità della tua azienda. E ricorda che nessuna domanda è stupida.

Infine, nella pagina delle domande, fornisci risposte sempre complete ma scritte in maniera diversa dal solito, magari in stile semiserio così da non appesantire la lettura.

Crea dei video su “come fare”

Oggi uno dei modi che gli utenti hanno per fruire dei contenuti è tramite video. Sì, perché quando si parla di contenuto non ci si riferisce esclusivamente al testo, ma anche ai video e alle immagini, ad esempio.

Allora, crea dei video in stile “how to”, due paroline inglesi che stanno per “come fare”, e spiega loro come fare qualcosa di bello usando i tuoi prodotti.

Se vendi phon per capelli, fagli vedere come creare delle acconciature da parrucchiere, se vendi caffè, dimostragli come preparare un caffè perfetto e così via. Come si suole dire, l’unico limite, in questo caso, è la fantasia.

Crea il contenuto perfetto per la piattaforma che stai usando e per il messaggio che stai lanciando

Non tutte le piattaforme sono uguali, questo è ovvio: il tuo blog è diverso da Facebook, che a sua volta è diverso da Twitter. E allora, perché mai vorresti usare sempre lo stesso contenuto, o comunque usare sempre lo stesso stile?

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Personalizza il tuo messaggio sulla base dell’utente che ti troverai difronte e della piattaforma che stai usando. Prendiamo Twitter, ad esempio, il limite dei caratteri ti impone di essere conciso, mentre sul tuo blog è meglio se scrivi testi lunghi e dettagliati.

Relativamente al tipo di messaggio, un conto è scrivere dei testi informativi, un altro è realizzare contenuti promozionali, che a volte sono necessari (ad esempio in caso di sconti). Sono due contenuti molto diversi tra di loro, assolvono a due scopi diversi, ed è giusto trattarli in maniera differente.

Insomma, giusto per dire che la personalizzazione è sempre l’arma vincente.

Content marketing, le conclusioni

Abbiamo visto, in questo articolo, alcuni consigli di content marketing che potresti iniziare ad applicare già da oggi per riuscire a migliorare il tuo e-commerce.

Come avrai capito, la ricetta perfetta e valida per tutti non c’è, mentre esiste quella che puoi adattare alla tua situazione particolare, alle tue necessità e ai tuoi bisogni.

Ci teniamo a dirti anche un’ultima cosa: studia con attenzione la strategia di content marketing che hai intenzione di usare per promuovere il tuo brand e farti conoscere, e sii sicuro di riuscire a portare avanti l’impegno che ti prefiggi in maniera costante, perché non c’è niente di peggio che partire a 1.000 e ritrovarsi con il fiato corto dopo poco tempo, dà l’impressione di un’azienda che non ce la fa e che potrebbe chiudere da un momento all’altro.

Meglio partire piano e poi aumentare il ritmo piuttosto che il contrario.

8 consigli SEO per il tuo e-commerce

E’ probabilmente una delle tipologie di progetti online tra le più particolari quando si tratta di fare SEO, soprattutto di un certo livello. Stiamo parlando degli e-commerce, gli shopping virtuali che, da diverso tempo a questa parte, stanno letteralmente esplodendo un po’ ovunque in rete.

Ci sono e-commerce che potremmo definire generalisti, nel senso che vendono un po’ di tutto, ma soprattutto troviamo siti web specializzati in nicchie specifiche, dai prodotti per bambini fino ad e-commerce di cibo per italiani residenti all’estero (per portarsi anche fuori dai confini nazionali un po’ di “sapori di casa”).

Quale che sia il settore di riferimento, abbiamo identificato alcune problematiche comuni degli e-commerce attuali da un punto di vista SEO, errori che spesso ne pregiudicano il rendimento tra i risultati dei motori di ricerca.

Prodotti con poca o nessuna descrizione

Benché capiamo che sia oggettivamente difficile realizzare delle descrizioni davvero esaurienti di un certo prodotto (anche se chi meglio di colui che vende qualcosa può esaltarne le capacità?), nella maggior parte dei casi la mancanza completa di una descrizione, oppure un testo decisamente scarno (o, peggio ancora, uguale, per la maggior parte, ad altri prodotti che si vendono), è uno dei problemi principali di un e-commerce.

Questa tipologia di sito, benché sostanzialmente differente rispetto ad un portale web o ad un sito di notizie, rimane sempre un progetto online e Google ha bisogno di buoni contenuti per poterlo considerare valido.

Per cui, bisogna essere certi che ogni prodotto venga descritto con dovizia di particolari, in maniera unica, anche originale ed attraente per l’utente.

Contenuti duplicati

E’ uno dei problemi SEO più grandi per un e-commerce, insieme a quello che abbiamo appena descritto sopra. Soprattutto se si vendono prodotti simili, o di uno stesso brand, il rischio di avere contenuti duplicati a livello di descrizione è elevato.

Per questo motivo bisogna tenere a mente due concetti fondamentali:

  • mai copiare la descrizione di un prodotto così come viene fornita dalla casa madre, c’è il rischio di duplicarsi con i contenuti del sito della stessa azienda, oltre che quello che anche altre persone decidano di fare la stessa cosa, finendo per avere i contenuti del proprio sito uguali a quelli di tantissimi altri progetti online. Ricorda che Panda è lì che osserva.
  • meglio evitare di far indicizzare pagine categorie, tag, pagine printer-friendly e tutto quel genere di contenuto che non sia la scheda del prodotto in sé. Per poterlo fare, il miglior strumento è il file robots.txt con la direttiva “disallow”.

Nessuna recensione

E’ un dato di fatto che spesso gli utenti comprano sulla base delle recensioni da parte di altri utenti reali.

Non serve a nulla scrivere un testo che esalta le qualità di un prodotto e che dice che è il migliore in assoluto nella sua categoria, se poi manca la parte delle recensioni, in cui altri utenti confermano (o smentiscono) le vostre parole.

Oltre che utili da un punto di vista del processo decisionale, le recensioni creano anche del contenuto utile da un punto di vista dei motori di ricerca.

Il segreto per poterli avere? Costruire una community di utenti che siano contenti di recensire i prodotti che si vendono.

recensioni

Tag Title Duplicati

E’ un altro dei più grandi problemi di un e-commerce dal punto di vista della SEO on-page. Spesso vari prodotti che si assomigliano (ad esempio, scarpe con il tacco alto e scarpe con il tacco basso) hanno una descrizione generica (scarpe con il tacco da donna).

E’ un errore perché si stanno perdendo delle keywords potenziali con le quali potersi posizionare in SERP.

Benché sia difficile creare dei tag title unici quando si vendono prodotti simili della stessa marca o della stessa tipologia, e si rischia di ripetere inevitabilmente la stessa parola chiave tante volte, allo stesso modo bisogna far lavorare un po’ la fantasia e cercare di trovare un titolo che sia realmente unico.

Usate i sinonimi, descrivete in maniera alternativa il prodotto che vendete, oppure scegliete la soluzione con cui vi trovate meglio… non ha importanza, la cosa fondamentale è riuscire ad essere creativi e scrivere dei tag title che siano diversi tra loro.

Per controllare se ci sono pagine con tag title uguale all’interno del vostro sito, vi consigliamo due strumenti:

  • Google Search Console, gratuito. Andate nella sezione “Aspetto nella ricerca → Miglioramenti HTML” per verificare se ci sono delle possibili migliorie al codice HTML che potete apportare al vostro e-commerce;
  • Screaming Frog, a pagamento. Dopo aver fatto la scansione del vostro sito potrete avere un colpo d’occhio completo sulle parti più importanti da un punto di vista on-page per la SEO, tra cui anche i tag title delle vostre pagine.

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Meta tag description

Benché non considerata da Google a livello di SEO, la meta tag description è quella parte di testo che, a volte, viene mostrata nelle query di ricerca.

Una buona meta tag description è quella che attira l’utente, quella pensata per il marketing e, sostanzialmente, per invogliare il click.

URL non seo-friendly

Uno dei fattori di posizionamento su cui si può agire internamente ad un sito web sono gli URL delle singole pagine, che nel caso di un e-commerce equivale a quello dei prodotti.

Bisognerebbe sempre evitare di inserire URL dinamici, come ad esempio www.miosito.it/prodotto.php?Id=19999 , oppure URL che, pur essendo statici, non fanno capire nulla , come ad esempio www.miosito.it/libro-19999.html .

Meglio optare per un URL che sia “parlante”, dalla quale si possa già capire il contenuto della pagina, come ad esempio www.miosito.it/stephen-king-le-notti-di-salem-19999.html . Semplicemente leggendo l’URL si intuisce il contenuto della pagina, e se siamo in grado di farlo noi lo sa fare anche lo spider di Google.

Non usare un buon internal linking

La struttura di linking interna aiuta molto la SEO e il ranking. Affinché sia realmente utile, però, è necessario progettare una corretta architettura dei link, non solo fare una semplice link building tra le pagine interne. Oltre che permettere agli spider dei motori di ricerca di entrare meglio all’interno dell’e-commerce, è importante anche da un punto di vista dell’utente (user-friendly).

Per questo motivo bisognerebbe offrire una navigazione a livello di categoria, linkare a prodotti rilevanti in ogni categoria e usare il breadcrumb su tutte le pagine e le categorie.

Usare schema.org

Schema è uno strumento che permette ai motori di ricerca di capire meglio il contenuto di una pagina web, a tutti i livelli. Può essere usato per ogni tipologia di sito web e per gli e-commerce, considerando la concorrenza in questo settore, è particolarmente consigliato.

schema

Tra le proprietà fondamentali abbiamo:

  • proprietà fisiche dei prodotti (colore, dimensioni, peso)
  • numero del prodotto (SKU, Stock Keeping Unit)
  • condizioni di vendita (metodi di pagamento, costo della spedizione)
  • disponibilità (quantità, disponibile dal… al… )
  • garanzia sul prodotto
  • recensioni

Uno dei principali vantaggi di iniziare ad usare Schema già da oggi è che, benché siano alcuni anni che questo strumento è disponibile, sono ancora pochi i siti web che lo implementano effettivamente.

Ottimizzare e promuovere un ecommerce sui motori di ricerca

Chiunque svolga attualmente un’attività commerciale con il supporto di un sito internet conosce benissimo l’importanza fondamentale delle tecniche di e-commerce.

Sia che si tratti di SEO che di SEM o di social media marketing, aumentare la propria visibilità su internet ha un riscontro commerciale pressoché immediato in termini di vendita. L’ottimizzazione del proprio sito web riveste dunque un momento essenziale nell’esplicazione della propria attività, grazie al quale è possibile non soltanto incrementare le vendite, ma anche curare la propria reputazione sul web e fuori.

Innanzitutto i sistemi più rilevanti di web marketing si dividono in mezzi gratuiti (in particolare, il famoso Search Engine Optimization o SEO) ed a pagamento(Search Engine Management, o SEM, e il Facebook Advertising).

Prima di iniziare dunque una campagna di promozione sul web, bisogna mettere in conto due fattori economici: uno umano e necessario, dato dal costo del personale addetto alla propria campagna, ed un altro facoltativo e direttamente dipendente dal mezzo utilizzato. In particolare, il prezzo di una campagna pubblicitaria su Facebook può arrivare ad essere importante (dimostrato dall’ulteriore rialzo che ha recentemente subito il costo minimo disponibile), ma, se fatta bene, comporterà un tasso di conversione eccezionale.

Ed è proprio quest’ultimo aspetto, quello che i tecnici chiamano conversione, ad essere il fulcro di una promozione sul web. In cosa consiste?

Viene comunemente definito tasso di conversione la percentuale esistente fra il numero di azioni che genera un determinato mezzo (as esempio, la visualizzazione di una campagna pubblicitara specifica, una e-mail pubblicitaria o la visita di una determinata pagina web) e la “monetizzazione”; cioè l’acquisto di un prodotto che tramite il sito viene promosso. Obiettivo dunque di qualsiasi pubblicità è incrementare questo rapporto, in modo da garantire maggiori proventi.

Il SEO è un ottimo punto di partenza per iniziare la propria attività sul web. La Search Engine Optimization consiste nell’adozione di una serie di tecniche nella struttura del sito, sia a livello di codice HTML che di contenuto del testo, in modo tale da migliorare la propria posizione nei risultati del motore di ricerca Google. Tali tecniche possono consistere nell’utilizzo di metatags, nella presidposizione di uno snippet accattivante, nella connessione social della pagina o nel collegamento del sito web ad una pagina di Google+; un esperto SEO saprà come gestire tali aspetti sia nella predisposizione del codice HTML che nell’ottimizzazione del testo delle proprie pagine e nella relazione complessiva tra questo e la totalità del codice.

Il mondo del SEO è un settore in continua evoluzione e cambiamento, poiché l’algoritmo di Google viene costantemente aggiornato (a volte in modo profondo come con gli update Panda e Penguin), per cui è fondamentale tenersi costantemente al passo con le ultime novità o si rischia di compiere un lavoro inutile.

Entrando più nello specifico, l’ottimizzazione del proprio sito di e-commerce è un obiettivo facilmente raggiungibile attraverso una serie di consigli pratici.

  • Innanzitutto, bisogna saper presentare in modo eccellente il proprio prodotto. Un menu intuitivo, una navigazione fluida ed user friendly nonché una descrizione esauriente della merce in vendita incrementano in modo esponenziale i tassi di conversione di una pagina.
  • Il prezzo deve essere trasparente: un’indicazione chiara e precisa dei costi che dovrà affrontare l’utente permetterà una fidelizzazione maggiore dei clienti, che saranno in questo modo invogliati a ritornare in virtù del rapporto di fiducia instaurato con la piattaforma.
  • Possibilità di acquisto anche per utenti non registrati al sito web: spesso infatti gli utenti non vogliono affrontare macchinosi processi di registrazione (con il rischio ulteriore di ricevere pubblicità indesiderata), per cui l’immediatezza d’acquisto invoglierà anche gli utenti più indecisi. Un buon consiglio è inoltre consentire il pagamento attraverso piattaforme molto utilizzate come PayPal invece che rivolgersi unicamente a bonifici bancari.
  • Maggiore è il numero di dettagli e caratteristiche forniti, maggiore sarà la fiducia dell’utente nella bontà del sito. Sapere esattamente cosa si compra è infatti un ottimo incentivo all’acquisto.

L’attività di SEO può essere affiancata da un servizio di promozione a pagamento dei propri link, chiamato Google AdWords. Attraverso un sistema Pay Per Click gestito tramite un’asta opaca, si posiziona il proprio sito web all’interno di specifiche sezioni dei risultati di ricerca fin tanto che non si raggiunge il tetto massimo messo a disposizione dall’utente; chiaramente si tratta di un metodo costoso, ma ha il pregio di essere di efficacia immediata, al contrario del SEO, che solitamente richiede mesi per vederne i risultati.

In genere, le attività di e-commerce si rivolgono al SEM soltanto quando già ben avviate e sicure di avere un tasso di conversione così elevato da giustificare il pagamento della pubblicità. Spesso però il SEM viene utilizzata a scopi “sperimentali“, predisponendo un piccolo budget finalizzato a monitorare dati come il numero di visite, le conversioni, le keywords più utilizzate ed altri elementi. Sotto questo punto di vista, può essere un ottimo elemento di supporto ad una campagna SEO ben strutturata.

I commercianti interessati al social media marketing sanno benissimo che Facebook è uno dei mezzi più rilevanti di promozione della propria attività. La gestione di campagne di advertising permette infatti dei tassi di conversione molto alti grazie ad un’elevata possiblità di targetizzazione per età, sesso od interessi: in questo modo, la pubblicità tramite Facebook consiste (se ben fatta) in un investimento ottimale delle proprie risorse, ripagato sia in termini di visibilità che di effettivo rientro monetario.

Ma la pubblicità a pagamento non è tutto: accompagnare un buon sito web ad una pagina Facebook con informazioni esaurienti e che sappia coinvolgere gli utenti nelle discussioni sui propri contenuti è la base di un’efficace strategia on/off che, nel campo dell’e-commerce, sta riscuotendo una quantità sempre maggiore di successo. Quasi ogni brand ha ormai infatti basato la propria visbilità attraverso una gestione congiunta di una pagina Facebook (per le news, i contenuti virali e l’interazione) ed un sito di supporto per acquisti ove si realizza la conversione effettiva.

E-commerce e SEO: come migliorare il sito e quali errori evitare

Esistono due visioni sul funzionamento perfetto di un sito e-commerce. I due poli emergono fin dal nome, il lato elettronico che appartiene agli specialisti del web e in particolare ai SEO e il lato commerciale che invece è dominato dagli esperti del marketing.